Ungheria, tanti spunti per un'organizzazione viaggio incentive aziendale

Ungheria, tanti spunti per un'organizzazione viaggio incentive aziendale

 

All’Ungheria mancano solo due cose: il mare e l’alta montagna. Ma anche senza questi due elementi riesce a essere un paese incantevole e ad attirare tanti turisti da diverse parti del modo.

Non è vero che non c’è il mare. In un certo senso, l’hanno pure loro. Infatti, il lago Balaton è chiamato anche “Il mare magiaro”.  Si tratta della superficie lacustre più grande dell’Europa centrale. Informazioni geografiche a parte, il Balaton è bellissimo da vedere, offre tramonti dai colori indimenticabili ed è meta di vacanzieri stranieri, soprattutto tedeschi. Lo è anche perché ha una buona offerta anche dal punto di vista del divertimento, delle discoteche e quant’altro.  Da segnalare Siófok.

Ovviamente, il piatto clou è lei, Budapest. Divisa in due dal Danubio, come si sa, offre da una parte vedute spettacolari come i ponti (uno dei quali è dedicato a Sissi perché amava l’Ungheria), il Parlamento, la chiesa di San Mattia, lo stesso fiume, piazza degli Eroi, solo per citare gli esempi più noti, dall’altra, da buona capitale, ha molto da dare anche chi vuole svagarsi, a partire dai ristoranti fino ad arrivare alle trattorie tipiche.

In mezzo al Danubio sorge l’Isola Óbudai-sziget ("isola della vecchia Buda", sede dello Sziget Festival, un evento musicale che ha visto la partecipazione di artisti come i Guano Apes, Jovanotti e Bregovic e che ha visto un aumento delle adesioni con il passare degli anni.

Ma, a differenza di quanto molti credono, Budapest non è l’unica città ungherese degna di nota. Per esempio, Debrecen merita una visita approfondita. Situata a est del Paese, a ridosso della Puszta, ha la particolarità di essere una città calvinista, tanto che vantare il  titolo di "Roma dei Calvinisti” la chiesa calvinista più grande del Paese. Qui si possono ammirare anche caseggiati in stile socialismo reale e casette tipiche, non di rado accostati.  E’ altresì ricca di fontane. Debrecen è interessante anche dal punto di vista del divertimento con birrerie e ristoranti di qualità a prezzi abbordabili. Una curiosità: è gemellata con Cattolica.

Debrecen è anche la patria di Magda Szabò, la scrittrice autrice di un capolavoro come “La Porta” e tradotta in una quarantina di lingue.

I più avventurosi possono prendere un treno e inoltrarsi nella puszta, la pianura ungherese. Dal finestrino vedranno apparire scenari bucolici come campi di pannocchie e campi di girasoli e scoprire stazioni improbabili, praticamente inesistenti: i vagoni si fermano in  mezzo al nulla e molte volte la stazione è costituita solo da una panchina e da un cartello.

Nella puszta sorge la città di Erzsébet Báthory, una contessa sanguinaria vissuta a cavallo tra il XVI e il XVII secolo e che ha ispirato (parzialmente) il personaggio del Conte Dracula. Questa città si chiama Nyírbátor. Può essere uno spunto per chi ama l’horror.

 Dicevamo prima di Magda Szabò. Gli amanti della letteratura possono rendere omaggio anche ad Ágota Kristóf, altra grande scrittrice magiara, capace di forgiare una perla come “Trilogia della Città di K”. A differenza della Szabò (le due donne sono più o meno coeve), però, lei scriveva in francese: dopo la rivolta del ’56, è scappata in Svizzera e ha vissuto a Neuchâtel, dove è morta. Ha scelto di esprimersi in francese per umiltà, ma sentendo di non padroneggiare perfettamente la lingua, si definiva un’analfabeta. Ha persino scritto un libro di racconti intitolato “L’analfabeta”.

Ma la letteratura magiara non si esaurisce con queste due gigantesse. Come dimenticare i Ragazzi della via Pàl, di cui a Budapest c’è una statua o “Novelle da un minuto” di Istvan Orkeny. E la cultura ungherese non si esaurisce con la letteratura.

 Altre cose interessanti di questo Paese: la lingua, che non è del ceppo indoeuropeo e di cui è stato detto che è l’unica di cui il Diavolo ha rispetto. Suggeriamo di vedere il film “Budapeste”, ispirato a un racconto di Chico Buarte. Può essere divertente non trovare nessun legame con le lingue più note.

La cucina. Sarà banale, ma bisogna provare là il goulash, anche perché ne esistono diverse versioni.

Gli appassionati di storia potranno trovare interessanti cose come il fatto che sia, grosso modo, la terra di Attila, sfoderato con un certo orgoglio, o le cupole “a cipollotto”, testimoni del passaggio degli ottomani.

 Insomma, di motivi per andare in Ungheria ce ne sono. Anche se non ha mare e alta montagna. E per pianificare un organizzazione viaggio incentive aziendale in quel Paese. A questo proposito, se siete interessati a un viaggio in Ungheria, potete contattarci.

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